Civil Week 2022: Impara a skateare al Giardino OdB!

Un pomeriggio all’insegna di skateboard, riciclo e riuso al Giardino Oreste del Buono

Anche Ecoskate parteciperà alla Civil Week 2022, insieme agli amici del Comitato Zona delle RegioniAmici del parchetto OdB e Corepla.

Su invito del Comitato, abbiamo infatti organizzato per Venerdì 6 maggio 2022 dalle 16.30 alle 19.30 un open day con mini lezioni di skateboard gratuite* presso lo skatepark del Giardino Oreste del Buono (skatepark Area Motta) per adulti e bambini dai 6 anni in su.

Durante l’openday verrà inoltre presentata la nostra associazione ed il nostro progetto: gli ecoskateboard, tavole skateboard realizzate tramite il riciclo e riuso di tappi di plastica

Mentre noi skateremo, Corepla – Consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballaggi in plastica, racconterà la loro mission e donerà fantastici gadget in plastica riciclata a tutti i partecipanti!

*Caschi obbligatori, vanno bene anche quelli delle bici. Se non avete la tavola ci pensiamo noi!

IMPORTANTE: In caso di pioggia l’evento sarà rimandato a data da destinarsi – segui la pagina dell’evento per tutte le comunicazioni ufficiali https://www.facebook.com/events/7366639210075724

Prenotazione obbligatoria tramite questo: link https://forms.gle/Vb14gdnfCgMkZxHr5

Per maggiori informazioni scrivi a [email protected] | [email protected]

Scarica la locandina


L’evento rientra nelle giornate della Civil Week!
“Civil Week 2022 è la manifestazione che si svolgerà dal 5 all’8 maggio dove cittadini attivi, organizzazioni di terzo settore e scuole faranno vivere il proprio impegno civico attraverso iniziative diffuse in tutto il territorio metropolitano. La kermesse è promossa da Corriere della Sera – Buone Notizie, CSV Milano, Forum Terzo settore Adda Martesana, Altomilanese e Milano, Fondazione di Comunità Milano, Fondazione Comunitaria Nord Milano e Ticino Olona con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano e il patrocino del Comune di Milano”.

Lo “Shaka sign”

Lo “SHAKA SIGN”: significato e storia del saluto hawaiano

Tutti usiamo questo gesto, ma in quanti sappiamo cosa significa e da dove arriva ?!

Lo “Shaka Brah” o “Hang Loose” è un saluto molto in voga tra i surfisti, ma divenuto di uso comune negli ultimi anni.

Infatti, oggi l’iconico gesto distintivo delle Hawaii e dei suoi surfisti è praticamente diventato universale.

Si tratta infatti di un tipico saluto della cultura del mondo del surf, che può esser tradotto in italiano come un semplice saluto “ciao” oppure un più giovanile (e milanese) “bella!”, ma anche per complimentarsi “bel lavoro” o per trasmettere un segnale di pace & amore.

Mentre in inglese lo possiamo tradurre con “chill bro”, “stay cool”/”cool man”, “peace” o “nice work”.

Lo Shaka è un saluto che non deve esser confuso con il simile “call me” (chiamami), in quanto il modo di effettuarlo è quasi lo stesso: pugno chiuso e pollice e mignolo distesi, senza però portare questi all’orecchio e alla bocca (mimando quindi la cornetta del telefono).

Tuttavia esistono diverse “variabili”, si può infatti farlo doppio, utilizzando quindi due mani, oppure si può scuotere/ruotare la mano a destra e sinistra, o ancora

https://www.surfertoday.com/surfing/shaka-brah-a-compilation-of-hilarious-surf-parodies

Significato

Lo Shaka Brah è un gesto amichevole, associato a vibrazioni positive (good vibes) ed è diventato uno dei saluti internazionali più famosi e amichevoli, non solo nel mondo surf.

Questo saluto rappresenta appieno la filosofia del surf: quella del lasciare andare, pensare solo alle onde e nuotare con la tavola in mezzo al mare, aspettando quella “giusta” per poi cavalcarla.

Infine, terminare la giornata con una birra con gli amici surfisti e ridere insieme.

Origine del nome

Purtroppo, l’origine dello shaka non è certa.

Secondo diverse teorie, questo saluto nasce nelle Hawaii, dove viene considerato un gesto utilizzato per trasmettere un segno di amicizia e anche uno stato mentale (aloha spirit).

Surfskate

Ovviamente, lo Shaka è spesso utilizzato anche dai surfskaters, che, non avendo le onde in città, si divertono a surfare sull’asfalto!

Vieni a provare a fare surfskate insieme a noi! Organizziamo corsi di surfskate a Milano e Torino!

Contattaci per saperne di più

San Francisco girl riding a longboard, by taylorbri | CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=107249109

La competizione “Game of S.K.A.T.E.”

Game of S.K.A.T.E.: la “partita skate” per divertirsi con gli amici

Il “Game of S.K.A.T.E.” è uno dei giochi più amati dagli skaters di tutto il mondo, dove ci si sfida a colpi di trick!

Il gioco consiste nell’affrontare gli altri skater, tentando di eseguire in successione i trick proposti, fino a quando tutti i giocatori tranne uno vengono eliminati.

La storia del Game of S.K.A.T.E.

Tale dimostrazione di abilità non è che un testa a testa fra se e i propri “sfidanti” e trae le sue origini dal gioco H.O.R.S.E. inventato e praticato dai giocatori di basket negli States, ma può ricordare anche il “nostro” gioco A.S.I.N.O. (o palla asino), dove chi completa la parola “ASINO” perde e viene eliminato.

Il primo Game of S.K.A.T.E. risale agli anni ’70, fu una sfida fra i campioni del vert Larce Mountain, Neil Blender e John Lucero. La sfida poi esplose negli anni ’80, quando gruppi di amici si sfidavano a colpi di trick nelle strade e nei park di tutto il mondo.

Nel Gennaio del 2003 si è tenuto il primo torneo organizzato di Game of S.K.A.T.E., l’Eric Koston éS Game of Skate .

Non molto tempo dopo fecero la loro apparizione anche i primi tornei amatoriali, dove a partecipare erano ragazzini di ogni genere e età, come il torneo amatoriale della K5 Boardshop nel 2004.

A dar lustro e visibilità a questo genere di competizione ha fortemente contribuito il sito TheBerrics.com, che ospita periodicamente i migliori skaters del mondo filmandone le gesta nelle epiche Battle at the Berrics.

Photo by Jhonatan Saavedra Perales on Unsplash

Come si gioca

Si tratta di una competizione su skateboard dalle regole molto semplici: in parole povere, un partecipante decide un trick da eseguire e gli altri concorrenti devono riuscire a replicarlo.

Chi non chiude il trick correttamente “guadagna” una lettera: prima la S, poi la K, la A, la T, e infine la E, arrivando quindi a completare la parola SKATE e venendo quindi eliminati.

Se non riesce, spetta a un altro partecipante proporre un nuovo trick e provare a sua volta; se invece riesce, tutti gli altri partecipanti devono cercare di effettuare lo stesso trick.

Se alla fine del gioco il vincitore non ha ricevuto nessuna lettera, si usa dire che abbia “blanked” (cancellato), o “skunked” (surclassato, annientato) il suo avversario.

Invece, quando al secondo skater non viene data la possibilità di proporre neanche un trick o non riesce a chiuderne neanche uno di quelli proposti, si usa dire che il primo skater abbia fatto una “Perfect Whitewash”.

Le regole del Game of SKATE

Le regole sono quelle classiche del Game of SKATE: solo trick in flat (cioè senza usare nessuna struttura) e non è permesso posare i piedi per terra. Solo trick puliti nella fase di “attacco” (cioè i trick proposti dallo skater), trick anche un po’ meno perfetti in difesa (cioè realizzati da chi “subisce” il trick).

Ogni trick non può essere proposto più di una volta. Non sono ammessi tutti i trick in cui la tavola tocca il suolo durante l’esecuzione (no primos trick), non sono ammessi boneless, no-comply, handstand e grab, in quanto non è ammesso posare mani o piedi al suolo durante la fase di esecuzione.

Bisogna quindi decidere innanzitutto chi inizierà in attacco e chi in difesa: il metodo migliore è una tradizionale partita a morra cinese (sasso-carta-forbici) oppure a “bim bum bam”. Se si è più di 2 partecipanti invece si può fare una semplice conta.

Chi è in attacco propone quindi un trick e se questo non riesce, la fase di proposta passa al secondo skater; se invece lo chiude correttamente tocca a chi è in difesa eseguire la stessa evoluzione.

Nel caso il “difensore” riuscisse, il primo giocatore (detto “attaccante”) continuerà la fase di attacco ed il secondo di difesa, in caso contrario guadagnerà una lettera: chi completa per primo la parola SKATE perde.

Tuttavia, quando ci si sfida tra amici, le regole possono non essere così ferree quando si tratta di scegliere quali trick eseguire, includendo quindi anche alcuni trick “vietati” dalle regole della versione originale.

Photo by John Fornander on Unsplah

Il Game of S.K.A.T.E. si può praticare da un minimo di 2 partecipanti, senza un numero massimo di gareggianti, inoltre è prevista anche la modalità di condurre sfide a squadre: il “Team SKATE“, chiamato anche fra gli skater “Legion of Doom“, dove non sono le singole persone che ricevono lettere, ma la squadra nel suo insieme.

I benefici dello skateboarding

Andare in skateboard fa bene al corpo e alla mente

Per molte persone, più che uno sport, lo skateboarding è un vero e proprio stile di vita, una sorta di forma d’arte e, ovviamente, una cultura.

Nato quasi per gioco in California verso la fine degli anni ’50 da un gruppo di surfisti annoiati, è ormai divenuto uno sport a tutti gli effetti, riconosciuto anche nelle Olimpiadi di Tokyo 2020 (leggi la storia dello skateboard).

Pur essendo ritenuto da molti uno mezzo pericoloso e faticoso, sono molti i benefici fisici e psicofisici che si possono ottenere dall’andare in skateboard. Infatti, oltre a migliorare postura, coordinazione e flessibilità, lo skateboard aiuta anche a ridurre lo stress.

Lo skateboard è anche un modo divertente ed efficace per spostarsi, facendo quindi attività fisica e, al contempo, non inquinando l’ambiente.

Ecco i migliori benefici per la salute dello skateboard.

Test delle rampe di SkateparkItaly | Credits: Margarita Egorova

I 4 Benefici dello skateboard

Premessa: non serve essere uno skater professionista per trarre beneficio dallo skateboarding. Ognuno di noi, una volta imparato a spingere, stare in equilibrio sulla tavola e curvare, può ottenere benefici dall’andare in skateboard.

Resistenza fisica e benessere fisico & psicofisico

Andare in skate, spingere e fare salti aiuta a perdere peso e mantenerti in forma. Infatti, secondo HealthFitnessRevolution, a seconda dell’intensità, si bruciano in media tra i 150-500 calorie all’ora.

Inoltre, aiuta a combattere diverse malattie muscolo scheletriche e cardiache, oltre a contrastare l’ipertensione e l’obesità, soprattutto quella giovanile.

Lo skateboarding aiuta anche a prevenire gli infortuni futuri, poiché skateando impari innanzitutto a non cadere (se possibile), ma soprattutto a cadere correttamente, facendo pratica “su te stesso”.

Skateare all’aria aperta stimola inoltre la mente e aiuta a ritrovare la concentrazione.

Coordinazione propriocezione ed equilibrio

Quando skatei usi contemporaneamente braccia, mani, piedi e occhi: a lungo andare, questo migliora la coordinazione, man mano che si continua e che si impara a padroneggiare i trick.

Lo skateboarding aumenta inoltre la propriocezione e la precisione negli spostamenti del corpo: qualità molto importanti sia nella vita quotidiana che nello sport (tra cui il surf e lo snowboard).

Andare in skateboard regolarmente migliora quindi l’equilibrio, e aiuta a potenziare anche i muscoli che di solito non vengono utilizzati durante la giornata.

Perseveranza e pazienza

La sfida di imparare e padroneggiare i molti trick esistenti entusiasma tutti gli skater, ma ci vuole dedizione, tenacia e tempo per impararli e replicarli al meglio.

Provi un trick. Non ti riesce. Ci riprovi.

Prima appoggi i piedi in modo diverso sulla tavola, poi cambi i tempi, regoli la velocità e infine provi ad atterrare in modo diverso: ancora e ancora finché quel trick non ti riesce.

Gli skater imparano ad analizzare e rifare quell’evoluzione fino alla perfezione: “la pazienza è la virtù dei forti” (a differenza della gratificazione istantanea fornita dai videogiochi).

Salute mentale e riduzione dello stress

Come abbiamo già detto, andare in skateboard, soprattutto all’aria aperta a contatto con la natura, aiuta a ridurre la produzione del cortisolo, l’ormone dello stress, e aumentate le tue difese immunitarie.

Skateboard e bambini

Lo skateboarding è uno sport completo, in cui si muove tutto il copro: le gambe, le braccia, il busto. Risulta quindi un ottimo modo per consentire ai bambini di divertirsi e rigenerare corpo e mente.

Andare in skateboard fin da bambini, in autonomia o all’interno di un corso, è il modo migliore per crescere pazienti, imparare a cadere e mantenere alta la soglia del dolore. 

Inclusione, Autonomia e Autostima

Una volta che avranno preso confidenza con la tavola, meglio se dopo aver effettuato alcune lezioni con gli istruttori, i bambini potranno provare a skateare anche da soli, sentendosi così autonomi e indipendenti; incrementando così anche l’autostima.

Lo skateboard è anche un potente mezzo di aggregazione, in quanto, a differenza di molti altri sport, non è troppo presente la competizione: ci si aiuta e ci si sostiene l’un l’altro, migliorandosi a vicenda.

Inoltre, lo skateboarding aiuta ad abbattere le barriere culturali e sociali, a favore dell’inclusione sociale e della parità dei sessi, in quanto, a differenza di altri sport da contatto, non è la forza a fare la differenza (secondo gli ultimi dati, sono più le ragazze a praticare lo skateboarding).

Corsi di skateboard Ecoskate

Fonti

https://www.healthfitnessrevolution.com/health-benefits-skateboarding/
-https://fitpeople.com/it/sport/fare-skate-quali-benefici-per-lorganismo/
-https://sempreattivi.it/attivi-oggi/skateboard-benefici/
-https://bimbinmovimento.it/benefici-ed-obiettivi-specifici-dello-skateboard/

Surfskate

Surfskate: cos’è e come nasce?

Il Surfskate è una variante dello skateboard, praticato con una speciale tavola che consente di eseguire, sull’asfalto, i movimenti tipici del surf. Si tratta di una sotto disciplina dello skateboard, meno pericolosa (non essendoci trick da realizzare) e in cui si può sviluppare una buona tecnica e divertirsi.

L’obiettivo del surfskate è portare nello skateboard la sensazione di cavalcare un’onda su una tavola da surf.

Praticato da molti surfisti per allenarsi, negli anni si è diffuso anche tra chi non ha dimestichezza con il surf.

Come nasce e come funziona il surfskate

Il Surfskate nasce agli inizi degli anni duemila, da un’intuizione di una famiglia californiana, i Carver, che hanno inventato uno speciale track (snodi metallici a forma di “T” con assi –axle– che ospitano le ruote, i quali vengono ancorati al fondo della tavola e che modulano le pressioni) in modo da utilizzare entrambi gli spigoli, quello interno e quello esterno, proprio come per il surf, consentendo così una maggiore manovrabilità e libertà di movimento.

Mentre il truck posteriore agisce come una pinna e fa presa sul pavimento per garantire un pompaggio (spinta) la tavola con il piede anteriore e produrre davvero delle belle carvate

La tavola da surfskate è di conseguenza meno rigida delle altre e si caratterizza per una propulsione dovuta all’energia elastica: quando si schiaccia il peso sulla tavola si dà compressione, quando si sale estensione. E di conseguenza non è necessario appoggiare i piedi a terra.

Anche questa volta, la California si conferma la patria dello skateboarding, in quanto, anche lo stesso skateboard, è nato proprio in questo Paese negli anni ’50 (leggi “La storia dello skateboard“).

Surfskate in spiaggia alle Canarie – Ecoskate ©

Vantaggi e benefits

Praticare surfskate può essere estremamente utile per allenare la memoria muscolare e migliorare il pompaggio, il carving e il disegno delle linee ottimali su un’onda. Per questo sono molto amati oltre che dai surfisti, anche dai kiters e dai winsurfers.

Per chi surfa, infatti, si tratta di un ottimo strumento per migliorare la postura sulla tavola, le tecniche di compressione ed estensione e la capacità di timing. Certo, la risposta percettiva dell’acqua è un’altra cosa, non è replicabile sull’asfalto. Ma per il resto, può essere un prezioso ausilio per chi fa surf.

Oltre a essere un ottimo allenamento per tutto il corpo: per le gambe, per il core, per le braccia

Corsi di surfskate a Milano

Se sei interessato a questa disciplina e ti piacerebbe provare a fare surfskate a Milano allora contattaci!

Organizziamo corsi individuali e di gruppo di surfskate per adulti a Milano.

La storia dello skateboard

Dove e quando nasce lo skateboard?

Scommetto che anche tu, amante dello skateboard, ti sei chiesto almeno una volta: ma dove e quando nasce lo skateboard?!

Essendo una parola di lingua inglese, il “dove” sembra piuttosto facile e restringe il cerchio a pochi Paesi anglosassoni; tuttavia, credo che il primo posto che viene in mente a tutti quando pensiamo allo skateboard siano gli Stati Uniti.

Spoiler: abbiamo indovinato!

Sul “quando” invece abbiamo già qualche indecisione: c’è chi pensa esista dagli anni ’90, chi dagli anni ’60 e chi negli anni ’20…

Questa titubanza è in parte dovuta al fatto che non esistano documenti ufficiali su questo sport, tant’è che solo quest’anno (2020) è stato riconosciuto disciplina olimpica, prima infatti era solamente uno sport da strada, alternativo e “ribelle”.

Proviamo quindi a fare chiarezza!

Tony Haws agli XGames nel 1999 mentre esegue un 900

La storia dello skateboard

La vera origine dello skateboard è, come detto, piuttosto incerta; tuttavia, da diversi articoli e testimonianze dell’epoca, pare che lo skateboarding sia nato tra il 1950 ed il 1960 in America (USA), più precisamente in California.

Noi occidentali, quando pensiamo alla California, ci vengono subito in mente 3 cose:

  1. le sue città più famose, location dei maggiori film di successo americani, come Hollywood e Los Angeles;
  2. se siete cresciuti negli anni ’90, scommetto che alla California associate subito “The O.C”, con Ryan, Seth e Marissa;
  3. i surfisti: spericolati, amanti del brivido e del mare.

E lo skateboard pare infatti sia nato proprio dall’idea di un gruppo di surfisti durante un periodo piuttosto lungo di mare piatto, che si erano stancati di aspettare che le onde si alzassero sufficientemente per iniziare a surfare.

Inoltre, in California, le onde grosse si trovano spesso solo la mattina presto, e già dalle 10 queste non vadano più così bene per fare surf, quindi i giovani dell’epoca (senza smartphone, pc e internet) cercavano anche qualcosa da fare durante il pomeriggio.

Phill Edwards mentre fa surf in California

Così, alcuni di questi, ebbero l’idea di applicare quattro ruote di acciaio (in seguito d’argilla) sotto una tavoletta di legno verniciata e utilizzarla per scendere lungo i pendii asfaltati della città.

Nacque così il sidewalk surfing ovvero il surfing da marciapiede.

Anni ’60: Sidewalk surfing

Lo sviluppo di quest’idea, fece si che nel 1959 vennero posizionate sugli scaffali dei negozi le prime tavole da skateboard realizzate da Roller Derby.

Uno dei maggiori promotori dello skateboard fu Larry Stevenson, bagnino a Venice Beach, che contribuì anche ad affinare il prototipo di skateboard che venne poi messo in vendita, inventando il kicktail, essenziale per i trick.

Stevenson, inoltre, fu il primo ad organizzare una competizione sportiva di skateboarding in California nel 1963, insieme alla sua squadra chiamata “Makaha”, in onore di una spiaggia di surfisti alle Hawaii a lui molto cara.

Vans, uno dei marchi di scarpe da skateboard più famosi, è stato fondato nel 1966, supportando da allora gli skateboarder di tutto il mondo.

Tuttavia, nello stesso anno, diverse giornali dell’epoca iniziarono a sostenere che lo skateboard fosse pericoloso: di conseguenza le vendite diminuirono in modo significativo a causa della riluttanza di negozianti e genitori di vendere e acquistare un prodotto pericoloso.

Inoltre, anche Skateboarder Magazine, rivista pubblicata da solo pochi anni, aveva interrotto la pubblicazione per questi motivi.

Anni ’70: gli “Z-Boys” di Dogtown e lo street skateboarding

Gli Z-Boys, un gruppo di giovani surfisti di Dogtown (tra cui Tony Alva, Jay Adams e Stacy Peralta) che avevano creato anche un negozio con articoli per fare surf, utilizzato anche come luogo di ritrovo, si costruirono da soli i propri skate con una tavola di legno e dei pattini, non essendoci più altri skateboard in commercio.

Inizialmente questi ragazzi usavano gli skate per passeggiare sul lungomare per tenere d’occhio le onde, successivamente iniziarono anche a skateare nei cortili asfaltati delle scuole con uno stile fluido e spettacolare ispirato al surf.

Nell’estate 1975, una grave siccità colpì la California così la contea di Del Mar, per far fronte a tale emergenza, vietò ai propri cittadini non solo di usare l’acqua per riempire le piscine delle proprie ville, ma anche per irrigare i prati in modo da preservarla per scopi più importanti.

Così, gli Z-Boys cominciarono ad invadere illegalmente queste piscine vuote per “cavalcarle” come se fossero onde vere ed ogni ragazzo di Dogtown volle imitarli, contribuendo a far ritornare famoso lo skateboarding.

Jay Adams che skatea all’interno di una piscina vuota in California, 1976

In quegli anni, Frank Nasworthy iniziò a sviluppare una ruota da skateboard in poliuretano, chiamando la sua azienda Cadillac Wheels, sostituendo così le ruote in metallo e quelle in argilla, rendendo così la guida più fluida, veloce e confortevole, mentre nel 1975, Road Rider introdusse le ruote con i cuscinetti di precisione.

All’inizio degli anni ’70 gli skatepark non erano ancora stati inventati, quindi gli skater si radunavano e andavano in skateboard in luoghi urbani, utilizzando acquedotti abbandonati, muretti e ringhiere per divertirsi.

Nel marzo 1976, venne realizzato in Florida a Port Organge il primo skatepark di grandi dimensioni chiamato “Skateboard City” e poco dopo lo skatepark “Carlsbad” nella contea di San Diego, in California; in contemporanea, anche le tavole passarono dai tradizionali sette ai nove pollici di lunghezza.

Altro anno importante per lo skateboarding è il 1978, quando Alan Gelfand inventò l’ “Ollie“: una manovra che ha completamente rivoluzionato lo skateboard.

Prima dell’invenzione dell’Ollie, gli skater erano soliti “grabbare” la tavola con le mani prima di staccarsi dalla rampa. Abbassarsi per afferrare la tavola tuttavia faceva rallentare lo skater.

L’importanza dell’ollie è davvero immensa: riuscire a far volare una tavola usando solo i piedi dello skater ha aperto la strada all’innovazione, alla creatività e alla tecnica, divenendo il punto di partenza per gran parte dei trick che verranno in futuro inventati.

Possiamo dire che quella fu la nascita dello street skateboarding!

Anni ’80 e ’90: Tony Hawk e l’affermazione dello skateboarding

Tra il 1983 ed il 1991 lo skateboard tornò ad essere molto popolare, soprattutto grazie a campioni del calibro di Tony Hawk, inventore di moltissimi trick, Christian Hosoi, Lance Mountain, Neil Blender, Mark Gonzales, Natas Kaupas, Tommy Guerrero e Rodney Mullen, inventore del casper.

Nel 1992 gli skateboarders professionisti Powell Peralta, Tony Hawk e Per Welinde fondarono la Birdhouse Skateboards, azienda che produce truck, ruote, abbigliamento e accessori per gli skateboard.

In seguito lo skate venne offuscato da rollerblade e bmx, che attirano la curiosità di moltissimi giovani e adolescenti.

Dopo una piccola diminuzione di popolarità, dalla metà degli anni ’90, lo skateboarding divenne nuovamente una delle discipline più seguite, questo anche grazie alla sua spettacolarità e presa sui giovani.

Furono inoltre trasmessi in televisione grandi eventi skateboard come gli “X-Games” e numerose riviste ritornarono a parlare di questo sport.

Inoltre, grazie all’avvento di Internet ed ai videogiochi a tema skateboard come il famoso “Tony Hawk Pro Skater” del 1999, lo skateboard è diventato comune in tutto il mondo.

Lo skateboarding ai giorni nostri

Nel 2003, nel sud della California, l’International Association of Skateboard Companies ha fondato il “Go Skateboarding Day” per promuovere lo skateboard in tutto il mondo.

La ricorrenza si celebra ogni anno il 21 giugno, definendo lo skateboard come “la celebrazione ribelle e creativa dell’indipendenza che continua ad essere”.

Solamente nel 2020, questo sport ha ottenuto il riconoscimento olimpico, partecipando alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (2021), che vedranno vincitrice la 19enne giapponese Sakura Yosozumi.

Podio Olimpico Tokyo 2020: 1° Sakura Yosozumi (al centro), 2° Kokona Hiraki (a sinistra) e 3° Sky Brown (a destra)

Lo skateboard in Italia: da mezzo pericoloso a riconoscimento C.O.N.I.

Lo skateboarding in Italia diventa popolare a partire dal 1977, a seguito di uno spot televisivo in cui appare su Rai Odeon. Tuttavia, negli anni seguenti, a causa della sua pericolosità, la città di Genova fu la prima a bandire e vietare questo sport ed il divieto verrà allargato in tutta Italia l’anno seguente.

Alla fine degli anni ’90, con l’inaugurazione dell’Elbo Skatepark di Bologna, lo skateboarding ritrova successo e viene riconosciuto dal CONI come sport agonistico.

Oggi la federazione in cui rientra questa disciplina è la FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici), che si occupa dell’organizzazione dei campionati italiani. A oggi l’azzurro più promettente a livello mondiale è Ivan Federico.


Fonti:

  • http://flybox.altervista.org/40/101.php
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Skateboard
  • https://www.sportmagazine.it/altri-sport/2021/01/05/skateboarding-storia
  • https://www.skatedeluxe.com/blog/en/wiki/skateboarding/history-of-skateboarding/

Perchè si dice “Goofy”?

Sei Regular o Goofy?

Sono sicuro al 100% che, quando stavi imparando a skateare, qualcuno ti abbia chiesto “Sei regular o goofy?” e tu, magari un po’ imbarazzato, abbia risposto con un timido: “che cosa vuol dire?!”

Magari ora te l’hanno già spiegato e hai capito quale dei due nomi ti fa per te, altrimenti non preoccuparti, te lo spieghiamo noi!

Regular e Goofy sullo skateboard

Sostanzialmente, queste due parole inglesi si riferiscono al modo in cui mettiamo i piedi (e le gambe) sulla tavola, ovvero se utilizziamo il piede sinistro o destro in avanti.

Nello specifico, esistono due modalità per skateare:

  • REGULAR: piede sinistro avanti e destro che spinge (è la più frequente, per questo “regular”).
  • GOOFY: piede destro avanti e sinistro che spinge.
Posizione dei piedi per Regular e Goofy

Goofy: significato e origine del nome

Il termine Goofy si riferisce a Pippo, il mitico amico di Topolino, che in “Hawaiian Holiday” (un vecchio cartone animato della Disney) si cimentava sulle onde con il piede destro avanti, quando tutti i surfisti (gli “antenati” degli skaters) usavano il sinistro avanti (e quindi “regular”).

Goofy, oltre ad esser il nome di Pippo, significa “goffo”, “impacciato”, questo però non si riferisce al mondo sportivo, ma, al massimo, al personaggio Disneyano di Pippo.

Regular o Goofy: come capirlo?

Come capire se si è Regular o Goofy se non hai mai praticato nessuno sport da tavola (skateboard, surf, snowboard…)?

Tutti noi ci siamo posi questa domanda all’inizio. Devi sapere innanzitutto che no c’è un modo giusto o uno sbagliato per andare in skate. E non esiste un metodo garantito al 100% per sapere se si è regular o goofy: bisogna solo “sentirlo” e provarlo sulla tavola!

Test per capire se si è Regular o Goofy

Inizialmente, prova a fare questi 3 esercizi per cercare di determinare la tua posizione di base sullo skate:

  1. Prova a fare una scivolata sul pavimento di casa: il piede che metterai davanti sarà quello che metterai sullo skate;
  2. Prova a salire uno scalino: il piede con cui farai il primo passo sarà il piede che metterai davanti sullo skate;
  3. Prova a fare uno scatto e poi fermati all’improvviso: il piede che metterai davanti per frenare sarà quello che metterai sullo skate.

Se dopo aver fatto questi test non hai ancora capito quale piede sia meglio mettere davanti sullo skateboard, allora prendi una tavola e prova, prova prova!

Nota bene:
– Un Regular non è necessariamente un mancino e un Goofy non è necessariamente un destro.
– Solitamente, chi è goofy in skate lo è anche con lo snowboard, idem per chi è regular.

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Per informazioni: 348 4940145
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